Barile (pz) - La processione del Venerdì Santo

INFO
Sig.ra D’Andra Angela - Comitato della Processione
Tel. 0972 770238

MULTIMEDIA
[video]

La Processione del Venerdì Santo a Barile è una delle manifestazioni culturali più caratteristiche della zona del Vulture.
Gli abitanti del paese si preparano all’evento per settimane e partecipano con coinvolgimento alla sacra rappresentazione. Il pomeriggio del venerdì santo personaggi evangelici e personaggi simbolici affollano le strade del paese e conducono Cristo al patibolo.
La processione è preceduta da tre uomini a cavallo, seguono poi tre bambine vestite di bianco che simboleggiano le tre Marie, una ragazza vestita di nero e 33 ragazze vestite anch’esse di nero che rappresentano gli anni di Cristo.
La scena è arricchita da numerosi altri personaggi tra cui particolare interesse suscita la zingara, simbolo di ricchezza mista a pericolo e malvagità. In questo contesto dove la realtà si interseca con personaggi creati dall’immaginario collettivo si rappresenta un evento simbolo della spiritualità di un’intera comunità.

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Avigliano (pz) - Sagra del Baccalà

La Sagra si svolge ogni ultimo fine settimana di agosto.
La festa ha inizio il venerdì pomeriggio e termina la domenica notte.
Per informazioni: Municipio
Tel. 0971 701881 - Fax 0971 701861
Organizzatori: Amministrazione Comunale, CNA e Ristoratori locali.
Partecipazione libera
Note: l’evento si apre con l’inaugurazione di mostre dell’artigianato locale (ceramica, legno, ferro battuto, balestra e tessuto a telaio)

Il baccalà, merluzzo essiccato e salato, è un alimento facile da conservare e trasportare; nei paesi di montagna, dove soprattutto nell’antichità era difficile consumare pesce fresco, costituisce un’alternativa valida ai soliti piatti a base di carne.
Queste caratteristiche hanno fatto del baccalà, cucinato in molti modi diversi, il piatto tradizionale aviglianese.
Nell’ultimo fine settimana di Agosto il paese festeggia la sagra del baccalà, manifestazione che vuole custodire e tramandare quello che è diventato un vero e proprio patrimonio culturale.
La festa affianca alla presenza di numerosi stand gastronomici, dove è possibile assaggiare le diverse ricette di baccalà, anche spettacoli ed intrattenimenti per il pubblico accorso alla manifestazione.
Il baccalà viene cucinato in tantissimi modi.
Tra i più noti ci sono il baccalà a ciauredda (a zuppa con pomodoro e cipolle fresche), con i peperoni “cruschi”, alle olive etc.

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Abriola (pz) - Cronoscalata Abriola-Sellata

NFO
La manifestazione si svolge nel mese di luglio
Per informazioni rivolgersi al Municipio
Tel. 0971 923230 - Fax. 0971 923001
Web: www.comune.abriola.pz.it
E-mail.: comuneabriola@rete.basilicata.it

L’Automobile Club Potenza organizza annualmente la corsa di velocità in salita Abriola-Sellata, giunta alla sua trentaduesima edizione.
Il percorso si snoda lungo la strada fra Abriola e Sellata.
Il fascino della corsa è legato alla particolarità del percorso, formato da tornanti strettissimi su una ripida salita, immersa nei rigogliosissimi boschi lucani.

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Accettura (pz) - Il rito arboreo del Maggio

Ogni anno si svolge ad Accettura, nei giorni vicini alla Pentecoste, la festa del Maggio, antichissimo rito propiziatorio che rappresenta il matrimonio fra due alberi.
La festa inizia il giorno dell’Ascensione, quando un gruppo di boscaioli si reca nel vicino bosco di Montepiano per scegliere ed abbattere il cerro più alto e più dritto: il “Maggio”. Il giorno della Pentecoste i contadini si recano nel bosco di Gallipoli-Cognato, dove scelgono la “Cima” di agrifoglio più frondosa, da sposare con il Maggio.
Il cerro, cioè il Maggio, è trascinato dai buoi, mentre la Cima viene trasportata a spalla, affinché non si sciupi.
All’arrivo in paese, i portatori della Cima e del Maggio vengono accolti con concerti bandistici ed offerta di vino e prodotti tipici del luogo.
Il martedì dopo la Pentecoste verrà celebrato il matrimonio tra il Maggio e la Cima.
La Sagra si conclude con la gara tra diverse squadre di cacciatori e con la scalata del Maggio.

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Azienda di Promozione Turistica della Basilicata

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CAPRACOTTA

Dove il suolo permette alla vegetazione di attecchire essa è fatta di cespugli e di piante molto resistenti alla siccità come: ginestre e piante aromatiche (salvia, timo, lavanda), che caratterizzano la cucina tipica del luogo. È da vedere il giardino della flora appenninica: accoglie vari tipi di piante, arbusti e fiori tipici della vegetazione appenninica.

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RISERVA MAB

La riserva MAB è una delle tre aree italiane protette istituite dall’UNESCO: Collemeluccio-Montedimezzo, il Circeo ed il Parco Sottomarino di Trieste. Essa include i territori di Collemeluccio e Montedimezzo. La foresta di Motedimezzo, una volta riserva di caccia dei Borboni, è collegata a quella di Collemeluccio, che era di proprietà dalla nobildonna Desiderata Melucci (moglie del Duca d’Alessandro di Pescolanciano) cui si pensa derivi il nome, inoltre si estende nel territorio di Vastogirardi. La foresta è situata ad un’altezza tra gli 800 e i 1066 m. ed è caratterizzata dalla presenza dell’abete bianco, del cerro, e del faggio alle quote più alte. La fauna è costituita dal cinghiale, dalla lepre, dal tasso, dalla donnola, dalla faina, dalla volpe, dalla poiana, dal gufo, dal barbagianni e dalla civetta.

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IL MATESE

Il Matese è tra i più importanti gruppi dell’Appennino, la cima più alta della regione con 2050 m. è Monte Miletto, Monte Gallinola 1925 m. e Monte Mutria 1825m. Il Matese, è ricco di grotte, buona parte delle quali già esplorate. A ponente, si presenta una barriera rocciosa che s’innalza bruscamente, con pareti a strapiombo : Le Mainarde, sono comprese nel territorio che fa parte del Parco Nazionale d’Abruzzo. Hanno un aspetto aspro poiché le rocce nude, prive di uno strato superficiale di terreno, non favoriscono la crescita della vegetazione.
Non mancano poi luoghi suggestivi come il Pianoro di Valle Fiorita, Pizzone, contornato da boschi di faggi e la Conca di Montenero Val Cocchiara, in cui pascolano cavalli allo stato brado.

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LA FAUNA

Il Molise, con i comuni di Pizzone, Scapoli, Rocchetta al Volturno, Castel S.Vincenzo, fa parte del Parco Nazionale d’Abruzzo. I paesi citati, sorgono nella parte meridionale del Parco , sono centri organizzati per escursioni e gite guidate e nel loro territorio è possibile incontrare qualche esemplare di lupo, mentre a quote più basse, sui monti Meta è possibile imbattersi nel camoscio. Nel Parco sopravvive anche qualche esemplare di orso bruno marsicano che è possibile incontrare, specie durante la stagione della riproduzione.

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LA FLORA

A proposito della flora molisana, le maggiori distese boschive sono le abetine di Pescopennataro, di Monte Campo, di Agnone e le faggete di Montedimezzo (Vastogirardi), di Prato Gentile (Capracotta) e della Montagnola (Frosolone). Se verso l’alto la vegetazione arborea comincia a cedere il posto a quella erbacea, verso i 1000 m. si trovano ampi e fitti boschi di cerro e di castagno. Qua e là, attecchisce una vegetazione fatta di cespugli e di piante molto resistenti alla siccità come: ginestre e piante aromatiche (rosmarino, origano, salvia, timo, lavanda), che caratterizzano la cucina tipica del luogo.

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CUCINA E RICETTE MOLISANE

Teste di agnello o capretto ripiene.
Le testine vanno spaccate a metà e messe a bagno in acqua fredda per mezza giornata fino a quando non diventino quasi bianche (devono perdere il sangue); poi vanno pulite e lavate accuratamente. In un piatto a parte si prepari un impasto fatto d’olio, vino bianco, prezzemolo, mollica di pane, aglio, formaggio pecorino e un tuorlo d’uovo. L’impasto viene cosparso sulle testine che si mettono al forno; mezz’ora di cottura e sono pronte per essere gustate a tavola.

Lo spaghetto del pescatore.
In un tegame di creta, si metta a crudo,pomodori, olio, mezzo peperone verde dolce, uno spicchio d’aglio, basilico, prezzemolo, sale, crostacei piccolissimi, un calamaro a pezzetti, scampi piccoli, granchi di sabbia e di scoglio, canocchie (meglio conosciute come cicale) e gamberetti. Dopo circa 20 minuti di cottura si aggiungano i frutti di mare: telline, vongole, cozze nere, cannolicchi e noci di mare. Contemporaneamente si mettano a bollire, a parte, gli spaghetti in acqua salata. Si versino cotti al dente nel tegame del pesce. Si mescoli e si serva a tavola.

Zuppa di pesce con piselli.
Per la preparazione di questo piatto occorrono 800g di pesce fresco, tra cui seppie in abbondanza. Altri 800g di piselli piccoli e dolci ; 2 cucchiai di olio di oliva, 1 cipollina, mezzo bicchiere di vino bianco secco, un pomodoro maturo, prezzemolo tritato, sale e pepe. Si pulisce il pesce, si svuotano le seppie: eliminare l’osso, la sacca dell’inchiostro(facendo attenzione che non si rompa) e la sacca contenente il liquido giallo scuro. Togliere gli occhi, spellare le seppie e lavarle bene in acqua, scolarle e tagliarle a pezzi tentacoli inclusi. In un largo tegame far soffriggere la cipollina tritata con due cucchiai di olio. Unire quindi il pesce e le seppie, salarle, peparle, dare una mescolata ed aggiungere il vino bianco. Fare quindi evaporare, aggiungere il pomodoro pelato fatto a pezzi ,coprire e lasciare cuocere per una ventina di minuti. Intanto sbucciare i piselli unirli alle seppie ed al pesce con un mestolo di acqua calda e continuare la cottura per altri trenta minuti. Infine cospargere il tutto con prezzemolo tritato. Preferendo la zuppa in bianco si può eliminare il pomodoro. In questo caso al posto del pomodoro e della cipolla, far soffriggere uno spicchio d’aglio.

La pescatrice ripiena.
Tipico piatto di Termoli, dove cucinare il pesce è una cultura.Si pulisce una pescatrice estraendo l’interiora e poi la si sala. Intanto a parte si prepara un impasto di uova battute, formaggio (parmigiano misto a pecorino), prosciutto, mollica di pane ed abbondante prezzemolo. Riempita la pescatrice, se ne cuce l’apertura e si prepara un sughetto alla marinara in una teglia di creta. Esso verrà preparato con pomodoro pelato, aglio, olio di oliva, origano e prezzemolo. Dopo una decina di minuti si può calare la pescatrice , precedentemente preparata, lasciandola cuocere a fuoco lento finchè non fuoriescano gli occhi; quando questo avviene vuol dire che la giusta cottura è stata raggiunta.

Il coniglio alla molisana
Pulite il coniglio, lavatelo, dissossatelo e ritagliatelo in pezzi. Prendete degli spiedini ed in ognuno infilzate un pezzo di carne, una foglia di salvia, una salsiccia, ancora un pezzo di carne e ancora salvia. Condite con sale, pepe e rosmarino. Ultimati gli spiedini, cuoceteli sulla brace o in forno caldo, rigirandoli spesso e ungendoli con olio.

Braciole di maiale al vino bianco
Togliete la parte grassa alle braciole di maiale e passatele dalla macchinetta tritacarne. Con questa carne confezionate quattro bracioline che passerete in un pesto composto da uno spicchio di aglio, un rametto di rosmarino, un pezzetto di peperoncino roso e sale. Fate aderire bene questo pesto da ambo le parti delle bracioline e poi allineatele in una padella con qualche cucchiaiata di olio caldo. Portate la padella su fuoco moderato e fate rosolare le bracioline da una parte e dall’altra. Innaffiatele, quindi, con mezzo bicchiere di vino bianco secco e, quando sarà evaporato, con qualche cucchiaiata di brodo caldo. Coprite la padella con il suo coperchio, diminuite il fuoco al minimo e lasciate cuocere lentamente le bracioline. Servitele molte calde.

Scrippellle
Mettete in una terrina le uova, sbattetele e poi aggiungeteci 150 grammi di farina, una cucchiaiata di parmigiano grattugiato, un pizzico di sale ed un nonnulla di noce moscata. Mescolate i vari ingredienti, poi versate nella terrina, a poco a poco, un quarto di latte, sempre mescolando, per ottenere una pastella piuttosto liquida. Mettete in una padellina una cucchiaiata di olio, portate la padellina su fuoco vivace e versateci dentro due cucchiaiate del composto preparato. COnfezionate così una frittatina e via via tutte le altre fino a che avrete utilizzato tutte le uova della terrina. Su ogni frittatina spolverizzate abbondante parmigiano e pecorino grattugiati e mischiati insieme e poi avvolgetela su se stesa in modo da racchiudere i formaggi. Distribuite le frittatine nelle scodelle e versateci sopra del brodo bollente.

Zuppa sante’
Mettete in una terrina la polpa di vitello macinata, una cucchiaiata di parmigiano grattugiato, un uovo, sale, pepe. Mescolate bene il tutto e formatene delle palline della grandezza di ceci che passerete nella farina e friggerete in una noce di burro. Tagliate le regaglie in pezzetti e rosolate anche queste in una noce di burro. In una pentola mettete a scaldare il brodo e quando bollirà tuffateci le polpettine e le regalie e fate cuocere. Infine distribuite la zuppa nelle scodelle guarnite con fettine di pane e pezzetti di caciocavallo e su tutto spolverizzate formaggio pecorino e formaggio parmigiano grattugiati e mischiati insieme.

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