PIETRABBONDANTE
December 15th, 2005
Il complesso archeologico si trova alla periferia di Pietrabbondante, a 966 mt. Slm., affianco ad un altro tempietto con botteghe porticate di epoca precedente. Per costruirlo i Sanniti ricavarono due terrazzi lungo il fianco del monte, a livelli diversi ma su unico asse. Dimensioni complessive dell’area: m.55×90. Al complesso si accedeva non dall’attuale strada provinciale, ma dalla via a valle che non vedeva il prospetto allineato sulla strada ma sul corso del sole. L’orientamento a sud-est permette di osservare ogni giorno la nascita del sole. Il teatro si compone di due elementi: la cavea e l’edificio scenico, legati tra loro da due archi di pietra posti alle estremità dell’iposcenio. La cavea contiene 2500 spettatori. Dalla strada principale si trovava l’alta facciata dell’edificio scenico lungo m.37,30 e alto circa sette.
Gli spettatori, una volta seduti, avevano di fronte il prospetto dell’edificio scenico con tre porte che immettevano nei camerini degli attori. La parte sottostante era adibita probabilmente a magazzino. Il muro frontale del palcoscenico era munito di cinque porte e il piano di calpestio era di tavole munite di fori sul lato posteriore per l’uso di scenari mobili dipinti. Gli ingressi: due sul fronte; uno laterale, verso nord, per l’accesso della gente comune nella parte alta della cavea; l’altro sulla curva posteriore direttamente collegato con il tempio. Il teatro insiste in un luogo dove nel III sec a.C. si trovava un tempio ionico distrutto da Annibale nel217 a.C. Il tempio, di m. 25×35, sorge alle spalle del teatro. Ciò che oggi è visibile costituiva il podio (basamento), sul quale si alzavano anteriormente otto colonne con capitelli corinzi e, nella parte posteriore, tre celle pavimentate con mosaico bianco, dedicate a divinità diverse. Celle e colonne avevano fondazioni proprie, quindi il possente muro perimetrale del podio fungeva da rivestimento decorativo.
Le tre are allineate tra teatro e tempio erano dedicate a divinità , una delle quali doveva essere Vittoria (come da lastrina in bronzo ritrovata durante gli scavi). Ai lati del podio, i due porticati con resti di edifici adibiti a botteghe, completano l’intero complesso. Il monumento nel II sec. d.C. risultava coperto dai detriti alluvionali.Gli scavi furono condotti in diverse fasi: nel 1857 e 1858, ad opera dei Borboni; nel 1871-72, per interesse della Provincia; nel 1959 e negli anni successivi per intervento della Soprintendenza Archeologica del Molise. Si tratta di un originale organismo in cui confluiscono elementi italici, ellenistico-campani e latini.
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