LARINO
December 15th, 2005
Larino rappresenta la continuità di un impianto urbano già molto solido ed evoluto nel IV sec. e di cui si possono ammirare i muri perimetrali di edifici recentemente scoperti. Dopo la vittoria dei Romani sui Frentani nel 319 a.C., Larino assurse a res publica Larinatium per volontà dei vincitori che ne fecero un centro chiave per controllare i Sanniti Pentri. L’affiorare dappertutto di testimonianze antiche ne fa un grande parco archeologico in cui si sono susseguite e sovrapposte più civiltà .
L’intera piana romana è stata individuata tra Piana S. Leonardo e Via Torre S. Anna, ove sono affiorati edifici, terme, tempio di Apollo, mosaici, l’anfiteatro. Quest’ultimo è edificato sul margine occidentale della Piana di S. Leonardo, laddove sorgeva la città romana. E’ da ricondurre alla categoria degli edifici a struttura mista di cui ne rappresenta, per le sue particolarità , una variante. La cavea, per un’altezza di m. 6-7 dal piano terra, è scavata, infatti, nella collina di tufo piuttosto friabile. Solo la parte superiore è costituita da strutture murarie. La sua forma è ovale, con curva policentrica, e dispone di quattro ingressi anch’essi scavati nel banco di tufo: due principali, nord e sud, alle estremità dell’asse maggiore, e due secondarie alle estremità dell’asse minore est-ovest. L’arena, completamente riportata alla luce, è interamente scavata nel banco di tufo: il suo piano, piuttosto irregolare, convesso al centro, degradante verso l’euripo, conserva ancora i segni di lavorazione del piccone. La forma pressoché ellittica dell’arena consentiva la perfetta visibilità da ogni punto della cavea poiché, contemporaneamente avvenivano più combattimenti. L’anfiteatro doveva soddisfare due esigenze principali: la visibilità e la sicurezza: la prima era assicurata dalla forma ellittica in pendenza della cavea, la seconda dal numero adeguato di accesssi.
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