ALTILIA Benevento
December 15th, 2005
Sulla strada per Benevento, poco dopo il bivio di Guardiaregia, si incontra, sulla destra, Altilia (nome che la contrada prese nel medioevo). In età più antica era presente in questi luoghi la città romana, che ora è in parte dissepolta, detta Saepinum, nata a sua volta sulle rovine di un insediamento sannitico del IV, V sec. a.C. All’epoca dei Sanniti il centro aveva per lo più valenza commerciale, recintato per proteggerlo dagli attacchi nemici, durante la terza guerra sannitica il centro venne occupato dal console C. Papirius Cursor, e alla fine de II sec. fu elevato al rango di Municipio. Sepino così si sviluppò fino a raggiungere il massimo fulgore nell’età Augustea. La città occupava 12 mila mq., era protetta da un muro di cinta e la parte sannitica fece da supporto per la costruzione degli edifici pubblici.
L’ingresso era assicurato da 4 porte poste sui quattro lati del muro perimetrale.La città mantenne vita animata fino a qualche secolo dopo Cristo; poi con il declino di Roma, Sepino venne abbandonata, sepolta dall’incuria e dagli agenti atmosferici. Gli ingressi erano tre: due per i residenti realizzati con due tetrapili e 4 porte che immettevano alle parodoi e all’ambulacro, un terzo ingresso era stato ricavato nel muro di cinta, destinato agli spettatori residenti fuori città . Il Teatro della città è situato in direzione parallela al cardo, addossato al muro di cinta , presenta una piscina al centro e porticato ad U.Sulla scena insiste un edificio rurale, oggi adibito a museo; ripartito in tre settori –ima, media e summa cavea- è oggi quasi interamente occupato da case rurali del ‘700. La completezza dell’impianto della città trova conferma nell’impostazione del foro e di tutti gli edifici pubblici sulla piazza, oltre alla presenza della basilica, il macellum, i due impianti termali e la parte industriale che testimoniano la fervente attività commerciale del luogo. Da ammirare porta Benevento, Porta Boiano, Porta Tammaro, la fontana del Grifo, il Mausoleo di Ennio Marsio e la casa dell’impluvio sannitico.
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